Mercoledì, Marzo 10, 2010
   
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L'evento! La Notte della Taranta

La notte della Taranta, il tramonto di una tradizione, l’inizio di un nuovo festival delle culture.

Credo che una tradizione rimanga tale affinché le sue radici non si mescolino con quelle di altre popolazioni, perché a questo punto non avremmo più una tradizione, ma una specie di ibrido, qualcosa di altrettanto bello ma di indefinito al tempo stesso; e proprio per questo non posso non soffermare il mio pensiero sull’evento che negli ultimi anni nel Salento, a Melpignano, riempie la piazza di decine di migliaia di persone.

La Notte della taranta, grande manifestazione, il cui nome fa battere il ritmo di ogni cuore all’unisono di quello sfrenato di una grande orchestra sinfonico-popolare, sta prendendo un’impronta, haimè,  sempre più lontana da quello che è il vero significato dell’antica tradizione quando, il suono dei tamburelli o dei violini,  ritmo che entra nel sangue di chi lo ascolta,  riuscivano in qualche modo a liberare dal demone che le possedeva le donne colpite dal morso della tarantola, facendole ballare affinchè non cadevano svenute a terra, finalmente rinsavite.Si vedeva un musicista chino sul corpo fremente di una donna, a suonare quella pizzica a dir poco indiavolata, che le avrebbe permesso di sfogare quel male oscuro.

Insomma, la percussione del tamburello, il suono di un violino o di un flauto erano una sorta di medicina da somministrare al momento del bisogno, una linea di confine tra il sacro e l’esoterico.

Quasi irreali e veramente suggestive, ancora legate alla vera tradizione popolare, restano  a mio avviso le “Ronde” dei ”Tamburellisti di Torre Paduli” che animano la lunga notte di San Rocco, quella a cavallo tra il 15 e il 16 agosto.

Dopo la chiusura del portone della chiesa, al rientro della statua dopo la processione, la piazza si riempie di tamburellisti e di cantori che mettendosi a cerchi fanno sfondo ad una coppia che balla al centro di essi.

In questa notte, oltre alla classica danza di corteggiamento, rivive la “scherma”, danza nella quale due uomini, dalle movenze eleganti e mascoline, duellano uno con le braccia aperte a mo’di sfida e l’altro con le dita a mo’di coltelli.

Quest’antica danza racchiude in sé origini storiche quando, un tempo lontano, gli uomini, nei giorni della festa,(occasione d'incontro), sfoderavano i coltelli regolando conti che erano rimasti in sospeso.

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