Venerdì, Maggio 18, 2012

La Montagna Spaccata e le Rupi di Santo Mauro

Una camminata tra paesaggi, tradizioni nei segni del passato.

A volte abbiamo dei diamanti grezzi nelle mani e, non essendo esperti a riconoscere gli oggetti di valore, si e` soliti a non dare il giusto peso che spetta a cio` che realmente un valore ce l`ha.
E per fortuna in giro c`e` ancora chi apprezza la storia e non si limita a camminare con la testa bassa con I paraocchi che tutti abbiamo indossato da quando la vita  e` diventata cosi` frenetica da averci fatto perdere l’essenza della stessa esistenza.
E di bellezze ne abbiamo da guardare e non ci basterebbe una vita per apprezzarle tutte fino in fondo.
E proprio a riguardo delle tante bellezze che vogliamo soffermare il nostro sguardo su di una chiesetta, li`, su di una rupe, in localita` lido Conchiglie, altura piu` comunemente conosciuta come Rupe di Santu Mauro, nei pressi della Montagna Spaccata.
La chiesetta ci appare cosi`, tra le rocce, che domina sul mare da secoli, piccola ed allo stesso momento imponente, semplice ed allo stesso tempo affascinante e misteriosa.
Viene voglia di salire lassu`, percorrendo quel sentiero tra I profumi ed I colori della macchia mediterranea, per vedere cosa nasconde al suo interno.
Ci incamminiamo e salendo troviamo una grotta al suo fianco, piena di leggenda e misteri; si narra che un tempo a noi lontano, San Mauro arrivato a Roma con alcuni compagni provenienti dall`Africa, venne martorizzato nell`anno 284 .
I suoi compagni, prese le spoglie del Santo, fuggirono, inbarcandosi alle volte della loro terra d`origine, inseguiti pero` da una nave romana che voleva catturarli e giustiziarli.
Durante il viaggio, all`altezza di Gallipoli, il mare si fece grosso e la forte violenza della tempesta spinse a riva la nave, costringendo I fuggiaschi a cercare riparo e, vista un`altura, si incamminarono. Raggiunta la cima, trovata una grotta , si rifugiarono al suo interno, deponendo anche il corpo senza vita di San Mauro.
Purtroppo la loro sorte fu nefasta perche`, raggiunti dai soldati romani, vennero brutalmente uccisi.
Il corpo del Santo fu ritrovato dai militari romani che cercarono invano di farne sparire ogni traccia, dandogli fuoco dopodiche’ si rimbarcarono per fare rientro a Roma.
Gli abitanti del posto, ritrovate le salme del Santo e dei suoi compagni, decisero di fondare una chiesetta in ricordo dei martiri.
In effetti, come in ogni leggenda che si rispetti, c`e` immancabilmente un fondo di verita`.
Infatti ci fu un periodo storico, che non coincide pero` con la data menzionata nella leggenda, ovvero gli anni 726 e 730 D.C. durante i quali l`Imperatore bizantino Leone III l`Isaurico,  per difendersi dalle accuse d`idiolatria mosse dai mussulmani, con un decreto proibi` la venerazione di immagini sacre e di conseguenza sussegui’ la distruzione delle icone (da questo deriva il termine iconoclastia, ovvero la rottura delle icone sacre)e  la persecuzione e l’ uccisione di molti religiosi.
Fu per questo motivo che molti monaci basiliani (monaci di rito greco o latino, seguaci della regola dettata da San Basilio Magno) scapparono dall`oriente, cercando rifugio nel Salento.
I Monaci basiliani erano soliti rifugiarsi in luoghi solitari, come per l`appunto le grotte e le pendici delle colline; ed e proprio in questo periodo storico che la chiesetta di Santo Mauro riconduce le sue probabili origini.
La chiesetta che si puo` osservare oggi e` quello che resta dell`insediamento che si trovava accanto ad essa.
Originariamente infatti oltre alla chiesetta vi erano un monastero, altri edifici ed una o piu`  grotte utilizzate per il culto.
Se vi capitera’ dunque di passare dalla litoranea che va da Santa Maria al Bagno a Gallipoli, quando vi lascerete alle spalle la montagna spaccata, distogliete I vostri occhi dal mare e vedrete una collinetta con un piccolo sentiero. Lasciate la vostra automobile, fermate il vostro tempo ed incamminatevi in questo  itinerario pieno di storia.

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