Campi di carciofi, distese di pomodori, covoni di paglia; questo e’ il paesaggio folkloristico salentino, grande tesoro per gli sguardi placidi ed esplorativi dei viaggiatori, infallibile cura per chi e’ alla ricerca di benessere interiore, per quelli che si vogliono disintossicare dalla rumorosa fretta della vita quotidiana.
Solo a chi ha lo sguardo lento, pronto a rispettare il passo della camminata, si apre uno scrigno pienio di tesori.
Delle vere e proprie opera d’arte, fatte da una mano perfetta, che nessun pittore o scultore, nonostante la bravura, potra’ mai imitare.
E proprio cosi’ che si apre agli sguardi attenti la riserva naturale di Torre Guaceto, territorio costituito per il 70% da terreni agricoli.
Questa realta’ ebbe inizio 500 anni or sono, quando fu costruita la Torre di Guaceto e furono reclutati torrieri e cavallari per scrutare l’orizzonte, in difesa da turchi e pirati.
Arrivo’ dunque, per queste terre, il momento di essere cultivate.
Con cura e dedizione furono addomesticati gli ulivi a partire dalla loro forma selvatica, tanto che oggi sono I patriarchi della riserva.
Da qui la produzione dell’olio extravergine d’oliva, prodotto tipico per eccellenza, di grande qualita’ grazie alla selezione delle varieta’ coltivate (oglialora e cellina di Nardo’), al clima ideale, alla conformazione del territorio, collinare e calcareo.
Tutto questo fa dell’olio salentino, un prodotto a bassissimo grado di acidita’.
E proprio gli ulivi di quest’area protetta sono diventati protagonisti di un significativo progetto per la produzione dell’Oro del Parco, olio extravergine d’oliva da agricoltura biologica.
Grazie agli sforzi del Consorziodi gestione di Torre Guaceto e degli agricoltori, si sta dimostrando che un’altra agricoltura e’ possibile; un’agricoltura nel rispetto delle tradizioni, della saggezza antica dei contadini, del lavoro e soprattutto della dignita’ degli uomini.
Torre Guaceto e’ inoltre terra di grano, legumi, verdure, frutta, a cui si aggiungono le pregiate produzioni zootecniche delle masserie.
Grazie ad una serie di progetti attivati dal Consorzio per la creazione di un marchio della riserva e la costituzione di un parternariato con Slow Food Italia e ICEA (Istituto di certificazione biologica), si e’ favorite la nascita della Comunita’ degli Agricoltori Biologici e dei pescatori della riserva di Torre Guaceto, un’associazione che mette insieme agricoltori e pescatori “preparati”, che operano rispettosamente nella riserva.
Grazie a questo movimento e’ stato altresi’ avviato un progetto per il recupero dell’ecotipo locale di pomodorino fiaschetto, pomodorino che per la sua qualita’ era la base per la passata di pomodoro che le famiglie si producevano come scorta per l’inverno.
Quindi, se vi trovate a passare nel Salento, tra pizziche, cicale, tarante e tanto altro…buttatevi alle spalle il mare e come per riflesso si aprira’ di fronte a voi un altro mare, un mare di ricordi che vi appassioneranno e vi faranno amare ancor di piu’ questa affascinante cultura salentina.
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